Stalking, minacce e violenza: operaio accusa il suo datore

Una pressione costante, aggravata da minacce sempre più pesanti. Il calvario dura da mesi per un operaio 32enne assunto nel 2013 da una ditta di Rimini. Tutto nasce per le sue mansioni. Fra i suoi compiti anche quello di sollevare materiali molto pesanti, presto però inizia a lamentare dolori alla
schiena e chiede di poter usare in aiuto un macchinario aziendale. Secondo i titolari ciò avrebbe rallentato la produzione. Inquadrato così come un piantagrane il giovane entra nel mirino del socio del suo datore di lavoro. Da lì gli arriva anche l’accusa di aver postato su facebook foto ritenute lesive per la società. Vista la situazione critica si arma di cellulare e riesce, a quanto pare, a registrare alcune spinose conversazioni. I due vorrebbero lasciarlo a casa. Ad agosto l’attrito aumenta e gli viene chiesto di dimettersi. Agli “inviti” si aggiungono, secondo il ragazzo, anche le minacce vere e proprie. Il socio più ostico gli avrebbe detto: “ti spacchiamo la faccia”, “se non te ne vai finisci sulla sedia a rotelle”. L’apice: un giorno il socio entra in ditta e si dirige nella stanza del 32enne, stringendo nelle mani un fucile ad altezza uomo. Depone poi l’arma su un bancone orientandola verso il dipendente. Il ragazzo non regge più la pressione, minimizzata pare dall’altro datore di lavoro. L’ansia lo assale e si fa visitare dal medico che gli attesta uno stato ansioso depressivo. Tiene però testa alla vicenda e continua a lavorare, qualcosa in lui però scatta e si rivolge all’avvocato. L’operaio, assistito dai legali Piero Venturi e Luca Signorini, chiederà all’autorità giudiziaria se con il comportamento che va ad esporre si sono configurati i reati di stalking, minaccia aggravata dalla presenza dell’arma e violenza privata. http://www.romagnanoi.it/news/rimini/1209929/Stalking--minacce-e-violenza-.html